“La contrarieta’ nei tempi e nei modi del passaggio al digitale terrestre – si legge in una nota della Regione Umbria – e’ stata espressa oltre che dalle regioni Umbria e Marche anche dai rappresentanti delle associazioni delle televisioni regionali. Tra le tante e gravi questioni irrisolte, una delle piu’ controverse e’ l’impossibilita’ da parte del ministro di garantire a tutte le televisioni esistenti una frequenza su cui trasmettere”. Per questo l’assessore regionale ha chiesto al ministro Romani “un impegno preciso” sul mantenimento delle frequenze spettanti all’Umbria e sui finanziamenti necessari per accompagnare il passaggio delle emittenti. “Comunque ancora non e’ chiaro il motivo per il quale il governo nazionale vuole anticipare i tempi dello swich-off visto che il caos regna sovrano soprattutto nelle zone dove il passaggio e’ avvenuto – afferma Vinti -. La qualita’ del servizio televisivo nelle regioni gia’ digitalizzate e’ notevolmente peggiorata: canali che spariscono, trasmissioni a singhiozzo, costi aggiuntivi, solo per citare alcuni dei problemi. Ma quanto ha pesato e quanto pesera’ sulla qualita’ del servizio la contesa in corso per l’assegnazione delle frequenze?. Aggiungiamo, per completare il quadro, che la forte necessita’ di entrate ha portato il governo alla decisione di vendere nove frequenze per la banda larga ai gestori di telefonia e che altre frequenze verranno messe all’asta con il ‘beauty contest’. Chi paghera’ le ’spese’ per tutte queste frequenze in meno? La preoccupazione delle associazioni delle tv regionali e’ piu’ che legittima. La situazione e’ delicata, il problema enorme, e, se non modificato, comportera’ l’apertura di un feroce contenzioso legale”. Proprio a causa di questo scenario “la Regione dell’Umbria – si legge nella nota – ha chiesto ed ottenuto dal ministro l’impegno a mantenere per tutte le emittenti locali operanti sul territorio regionale le frequenze necessarie alle trasmissioni, oltre a risorse aggiuntive di sostegno tecnico all’utenza per il passaggio al digitale”.
Vinti (Umbria), ok da Romani su frequenze e finanziamenti
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